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E' iniziato, presso la sede Panetti dell'Istituto, il primo modulo del progetto PON "School for Dreamers", intitolato "A Scuola di Startup". Il progetto, che proseguirà con il modulo "Generatori di futuro, spinti verso il possibile" a cura della prof.ssa Letizia Carrera, è coordinato dalla prof.ssa Maria Teresa Giuliani ed è riservato agli studenti delle classi 4^ e 5^ Informatica B. Il primo modulo, della durata di due settimane di PCTO, punterà a insegnare agli studenti come costruire un progetto di startup, partendo da una loro idea e analizzandone ogni aspetto con l'utilizzo di Business Model Canvas e l'aiuto dei tutori di auLAB.

Il PCTO (Percorso per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento) è una metodologia didattica innovativa che consente agli studenti di realizzare un percorso formativo alternando periodi di studio in aula a forme di apprendimento in contesti lavorativi.

È un nuovo modo di fare scuola che permette agli studenti dei licei e degli istituti professionali di prendere contatto con il mondo del lavoro, utilizzando l'azienda come aula. Lo scopo è fornire, assieme alle conoscenze di base, competenze utili a inserirsi nel mercato del lavoro.

 

Un'esperienza sul campo che consente di colmare il gap esistente tra mondo accademico e mondo del lavoro.

auLAB, grazie alla sua pluriennale esperienza nel settore delle startup, è in grado di stimolare gli studenti a una scelta più consapevole del percorso per il loro futuro. Il team condivide e promuove l'idea che gli alunni apprendano molto meglio quando hanno la possibilità di costruire il sapere in modo attivo, attraverso esperienze concrete.

Il ruolo dei professionisti di auLAB è quello di guidare i giovani nella scoperta dei propri talenti e verso il raggiungimento dei propri obiettivi, elevando al massimo il loro grado di coinvolgimento e dunque la loro produttività.

Gli obiettivi e gli strumenti che l'azienda utilizza nei progetti che la vedono protagonista nello sviluppo economico e lavorativo del territorio, coincidono con quelli prefissati dai PCTO ministeriali. auLAB desidera offrire agli studenti la possibilità di ricevere stimoli nuovi, ampliando la loro formazione e accrescendo il proprio bagaglio professionale, soprattutto, aiutandoli a diventare le persone che vogliono essere.

Se per i giovani il PCTO rappresenta un'opportunità di crescita e d'inserimento nel mercato del lavoro, per auLAB si tratta di un vero e proprio investimento nel capitale umano.

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Si è tenuta ieri, 30 ottobre 2019, presso la sede Pitagora, un'interessantissima lezione sui temi del Cyberbullismo a cura della prof.ssa Piccolo, referente dell'Istituto. I lavori hanno coinvolto i ragazzi nello studio del fenomeno e nell'approfondimento della legge n.71 del 29/05/2017, detta proprio legge sul Cyberbullismo. La docente ha condotto presso la sede Pitagora un'attività di informazione e formazione su uno dei fenomeni che rappresenta una reale frontiera di rischio per le giovani generazioni.

Molto attenti gli studenti che hanno interagito con la prof. Piccolo, ponendo non pochi interrogativi.

Video 1

Video 2

 

 

 

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IL 29 ottobre 2019 si è tenuta la giornata per la lotta alla contraffazione presso la Legione Allievi della Guardia di Finanza di Bari. I nostri alunni sono stati scelti tra tanti per il flash mob e sono stati interlocutori con il presentatore e l'attrice. Gli alunni hanno partecipato con entusiasmo e sono stati preventivamente preparati da Funzionari della Dogana di Bari. Le classi coinvolte sono state: la V ITCA e V ITCB della sede Pitagora, con la loro referente Prof.ssa Anna Piccolo e i docenti prof. Fiorello e prof.ssa Cicolella. Alla mattinata sono stati presenti anche le classi 4ITIA A e la 4ITIA B della sede Panetti, accompagnate dai docenti prof. Patrizia Sannicandro e prod. Domenico Sacchetti.  Arrivare preparati all'evento è stato impegnativo, ma la tematica e l' interesse degli alunni all' evento hanno ripagato il lavoro. 

Prof. Anna Piccolo

 

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Grande successo per l'esperienza educativa di sensibilizzazione alla lettura da parte dei ragazzi della 2D e della 3ItiaA coordinati dalla prof.ssa Mariella Genovese

L'iniziativa #ioleggoperché, ha come obiettivo quello di rimpolpare le biblioteche scolastiche, avvicinando così i ragazzi alla lettura.

La proposta di partecipare all’iniziativa ci ha colti poco convinti della efficacia e della autenticità dell’iniziativa stessa. A ragazzi che non amano leggere viene chiesto di farsi promotori del valore della lettura, andando incontro ad un insuccesso e ad una noiosa perdita di tempo. Un influencer riceverebbe mai un ampio seguito di pubblico se non possiede un elevato grado di conoscenza di ciò che promuove? Puoi mai convincere qualcuno ad acquistare un libro per la tua scuola, se sei un lettore poco credibile che si muove tra gli scaffali dei libri goffo, insicuro come un alieno atterrato su un pianeta sconosciuto? È pretenzioso voler orientare le scelte degli altri, tanto più se sei anche in perfetta compagnia di altri alieni come te radunati in libreria. Ciò non può che generare disagio, imbarazzo e noia, tanto vale risparmiarselo; alcuni nostri compagni di classe, infatti, hanno preferito evitare e sono rimasti a casa, memori di precedenti esperienze.
“Leggere serve a sognare”, “leggere aiuta ad allargare i nostri orizzonti e a superare i nostri limiti”, “leggere aiuta ad arricchire il lessico e ad acquisire padronanza espressiva”,” leggere ci spinge verso l’ignoto e insegna ad affrontare le avventure e disavventure che ci aspettano nella vita”, “leggere aiuta a crescere” tutte queste frasi ripetute a scuola come un mantra, sono per noi solo un mucchio di baggianate.
In ogni caso un nutrito gruppo dei compagni di classe non si è rifiutato e, forse più per non deludere la prof che per convinzione, è andato alla libreria la Feltrinelli per animare un evento pro donazione, ma a qualche condizione. Nessuna spettacolarizzazione della lettura. Dovevamo trovare un qualcosa che stuzzicasse la nostra curiosità in un luogo che immaginavamo privo di vivacità e monotono come le espressioni che assumono le facce di chi legge. Pertanto, se ci siamo incomodati noi ad avvicinarci all’èlite di lettori, anche questi devono essere scomodati da noi. Perciò l’idea condivisa è stata quella di intervistare i lettori per conoscerne i gusti, le prime letture che hanno segnato una svolta, quanto tempo dedicano alla lettura, cosa provano a leggere e chissà se la loro passione per la carta stampata non sia contagiosa.
Non appena entrati nel megastore della Feltrinelli abbiamo avvertito una sensazione di spaesamento: l’andirivieni di ragazzi; i bambini che sfilano la mano da quella del genitore e si fiondano sull’ angolino di lettura a loro dedicato; signore e signori comodamente seduti mentre sfogliano i libri certi di possedere un saggio criterio di valutazione grazie al quale il testo si rivela loro avvincente o no; scaffali zeppi di copertine ammiccanti come quadri in una galleria d’arte, ci spingono ad ammettere che ci troviamo in un luogo completamente diverso da quello che siamo abituati a frequentare e comunque attraente.
Ci ha sorpreso notevolmente l’accoglienza del personale, poiché uno spazio della libreria é stato riservato a un nostro stand con accuratezza, dove sono stati riposti i libri che desideriamo ricevere per la nostra biblioteca scolastica.
In un primo momento, abbiamo avuto qualche difficoltà ad avvicinare i clienti: per molti era una nuova esperienza in un ambiente nuovo.

Questo senso di estraneità dai luoghi della lettura denota che noi ragazzi, pian piano ci siamo allontanati da questa realtà , tanto da dimenticare quanto sia importante leggere.
D’altra parte ci siamo misurati con l'obiettivo Dell’ evento, persuadere più donatori possibili ha avuto un forte effetto che ci ha procurato disagio, paura, tensione e imbarazzo.
Il senso di anadeguatezza rispetto al livello culturale delle persone che approcciavamo, affiorava insieme alla consapevolezza di non saper usare un linguaggio appropriato al livello culturale della persona che approcciavamo, affiorando la consapevolezza che la diseguaglianza tra due interlocutori nasce dalla povertà lessicale, prima che sociale e che possedere una ricca conoscenza delle parole ci rende disinvolti e liberi.

Paradossalmente, sono stati i lettori intervistati a liberarci dai nostri timori, insicurezze e preconcetti. Ci ha sorpreso l’enorme attenzione nei nostri riguardi. I clienti si sono dimostrati molto gentili e disponibili.

Crediamo che siano stati essenziali la sicurezza e la gentilezza con cui i clienti ci rispondevano; siamo riusciti a quel punto a sbloccarci, diventando a tutti gli effetti protagonisti di questa iniziativa. Ci è dispiaciuto per il fumettista ed editore Alessio Fortunato che, presente per rilasciare autografi ai suoi lettori, ha dovuto condividere i riflettori con noi, rubandogli la scena.

Infatti, non solo ci hanno sorpreso le interviste che ci hanno aperto gli occhi su uno svariato ventaglio di interessi, ma anche la stessa attenzione dei lettori nei nostri confronti, attenzione che per una lettrice si è tramutata in domanda provocatoria nel momento in cui ci ha chiesto quando è nato Carlo Levi, per dire lo so che non leggete e che questa è una buona occasione per riflettere.
La disponibilità e l’interazione delle persone lì presenti che ci hanno ascoltato con interesse ed hanno contribuito con una donazione, consigli e suggerimenti letterari, sono stati motivo di grande stupore.
Non avremmo mai immaginato che una attività seria potesse sollevarci dall’ansia e procurarci tanto piacere nel sentirci meravigliosamente a proprio agio.

Questa esperienza ci è servita per aprire gli occhi ad un nuovo mondo, quale è quello della lettura e ci ha dato uno stimolo in più a leggere, stare insieme agli altri per scambiare idee e consigli, per affrontare nuove prove.

Hanno risposto alle nostre interviste prevalentemente adulti che alla propria professione uniscono il piace di leggere.
Ringraziamo tutti per i suggerimenti e per quanto hanno testimoniato. tra le più significative , una risposta che ci ha colpito particolarmente è stata quella di un uomo che alla domanda quale libro ha segnato una svolta, ha ammesso che sua madre è stato il libro della svolta, per gli insegnamenti e le lezioni di vita che gli ha trasmesso. Questo per dire che leggere é un’attitudine che riceviamo da chi si prende cura di noi sin da quando nasciamo.

Abbiamo ottenuto un riscontro positivo anche sul piano concreto, raccogliendo circa ottanta euro in appena due ore, spesi in libri per la nostra biblioteca scolastica.
Non pensavamo che tante persone si sarebbero lasciate intervistare.
Qualcuno però si è sottratto, forse perché allo stesso modo di qualche nostro compagno era scettico, reputandoci solo scapestrati perditempo.
Poiché non ci piace rispecchiarci in questa immagine, cominciamo ad affezionarci all’idea di avere un libro per amico.
A scuola ci stiamo preparando a gestire autonomamente il prestito e la consegna del libro con un app con cui catalogare i nostri libri, che é anche un modo come dice Aristotele di costruire il sapere.

Attività coordinata dalla prof.ssa Mariella Genovese

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